 L’uccisione del giovane Nicola Tommasoli dovrebbe essere un occasione di riflessione sul disagio giovanile, e non di strumentalizzazione politica come invece, stanno facendo alcuni giornali e programmi televisivi. Bisogna chiedersi perché dei ragazzi di “buona famiglia” preferiscono al sano divertimento e all’impegno costruttivo per il proprio futuro, la violenza gratuita, spezzando al contempo la vita altrui, la propria e delle rispettive famiglie. Se è un dramma enorme la perdita di un figlio, altrettanto dev’ esserlo, vederlo descritto sui giornali come un mostro. Senza volere fare allarmismi, dobbiamo ammettere che in questi ultimi anni, è cresciuta la percezione di un aumento della violenza giovanile. Se a suscitare maggiore clamore sono i casi più efferati, come il recente, altrettanto sintomatici sono i casi riportati come bullismo o violenza da stadio. Per tutti il comune denominatore è nella deriva delle agenzie educative, famiglia, scuola, Chiesa ed istituzioni in genere. Inoltre, c’è il ruolo svolto dai mass-media, che informano, ma veicolano anche modelli sbagliati per indurre ai consumi... Commenti (1) | Aggiungi ai preferiti (6) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 40 |
|
Leggi tutto...
|