 Nell’aria si respirano germi. Non si tratta di qualche nuova malattia a cui dare un nome originale e quasi simpatico. Un semiotico li chiamerebbe “memi”. Particelle di pensiero che navigano nella brodaglia culturale del popolo, in quella “cultura di massa” tanto cara alla sociologia. Nessuno dice “colpo di stato” o “rischio di una dittatura” o “regime militare”. Si va per astrazione, per associazione di idee. Qualcuno dice “crisi”, qualcun altro “record dei prezzi”. Nessuno s’azzarda neanche a mormorare “sommossa” o “possibile rivolta”. Gli eufemismi come camomilla, ultimo anestetico prima della grande debacle. Cosa succede in Italia? Dopo le elezioni di aprile, un nuovo governo si è insediato. All’atto del giuramento, tutti sembravano avere le idee chiare: piani, programmi, priorità. Finalmente, dopo due anni trascorsi nel ricordo delle antiche gabelle di corte, lo Stato si preoccupava di quelle che sono diventate, senza possibilità di eufemismo, vere e proprie emergenze: su tutte, la questione rifiuti in Campania. Poi ci fu l’Opposizione. Una precisazione. In ogni democrazia che si rispetti, l’Opposizione è parte integrante del lavoro governativo... Commenti (1) | Aggiungi ai preferiti (4) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 41 |
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