La nuova finanziaria del governo Prodi, darà l’illusione a tutti gli italiani di fascia media, per intenderci quelli con reddito intorno ai 35-40 mila euro anno, di diventare un po’ più ricchi, ma sarà questa solo una illusione. Di fatto, il potere di acquisto diminuirà, e il mancato adeguamento dei salari abbinato al rincaro, già annunciato, dei soliti beni primari, porterà i circa 16 milioni di italiani che vivono la condizione di lavoratori dipendenti a stringere nuovamente la cinghia dei pantaloni.
La prospettiva di un 2008 più povero si evidenzierà con l’incremento della spesa media mensile per famiglia, che annullerà tutto il risparmio fiscale preventivato andando anche oltre.
Secondo un rapporto del CER (Società di ricerca che elabora analisi e previsioni di breve e medio periodo sulle tendenze della economia europea e italiana), negli anni passati il fisco aveva sempre compensato i vuoti salariali : “Se non fai rivendicazioni salariali ti diamo sgravi fiscali”, era lo schema compensativo adottato.
Ma nel 2007, questo schema salta e cresce invece la differenza tra salario lordo che aumenta del 2,5 per cento e salario netto, che scende dell’1 per cento e pertanto il lavoratore viene dislocato ai margini della tutela fiscale.
In questo modo non c’è scelta e i nostri giovani, come simpaticamente ha sintetizzato con un infelice schioppo verbale, il nostro ministro dell’economia, sarebbero destinati a restare “bamboccioni”.
In buona sostanza alcune differenze esistenti tra gli abitanti di Bengodi, infiltrati su tutto il territorio nazionale e la massa di lavoratori dipendenti, potrebbero essere colmate fornendo buoni servizi pubblici, dalla Sanità alla Scuola.
Questo sicuramente non accadrà con questa finanziaria e il 2008 sarà un altro anno di sofferenze per gli italiani che dovranno sempre di più affinare il loro ingegno nel trovare nuove strategie “low cost” nella acquisizione dei beni primari.
Cresceranno le differenze sociali, solo i Bengodiani potranno seguire la logica della Knowledge society emarginando i cosiddetti “bamboccioni”, a cui è demandato l’onere e l’onore di accrescere la propria conoscenza in autonomia, per potersi mantenere spendibili e darwinianamente appetibili in una società sempre più competitiva e diversificata.
Vincenzo Branca
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