Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha salutato la fine degli scioperi nei trasporti pubblici con una ferma constatazione: “Questa riforma l’ho promessa e l’ho mantenuta”.
Il tono era lontano dai trionfalismi spesso evocati dai nostri politici, era la dichiarazione di un dato di fatto che nasce da una presa di coscienza chiara e concreta.
Sarkozy sa che con le riforme non si gioca, e insieme a lui il governo di François Fillon non ha tentennato. Dall’altra parte i sindacati negoziano le contropartite finanziarie ai contributi che i lavoratori dei trasporti dovranno versare per due anni in più per allineare il loro regime pensionistico a quello del Pubblico Impiego.
Un governo forte, che è riuscito ad avere con i terribili sindacalisti della CGT (Federazione degli Cheminots) un dialogo determinato e chiaro, riconoscendone il “senso di responsabilità”, che si inquadra in un progetto nuovo per la Francia, dove è previsto che tutte le categorie dovranno pagare qualcosa, affinché si possa portare avanti la ricostruzione di cui il paese necessita.
Le prossime questioni da affrontare riguardano il rafforzamento del potere d’acquisto dei salari, la riduzione della disoccupazione e la conseguente crescita della nazione. Sarkozy, dovrà continuare a parlare il linguaggio della chiarezza e della corresponsabilità, perché è in questo senso di responsabilità di chi governa che i francesi pongono la loro fiducia rompendo con l’antica attitudine giacobina, affidandosi sempre più a propri governanti.
E’ il tempo delle verifiche, bisogna andare fino in fondo, solo così sapremo se questa ventata di fresca energia si risolverà nelle cose già viste, come accade spesso in Italia, o sarà il presupposto di fatti nuovi ed esaltanti come sperano e già credono molti francesi.
V.B.
Il tono era lontano dai trionfalismi spesso evocati dai nostri politici, era la dichiarazione di un dato di fatto che nasce da una presa di coscienza chiara e concreta.
Sarkozy sa che con le riforme non si gioca, e insieme a lui il governo di François Fillon non ha tentennato. Dall’altra parte i sindacati negoziano le contropartite finanziarie ai contributi che i lavoratori dei trasporti dovranno versare per due anni in più per allineare il loro regime pensionistico a quello del Pubblico Impiego.
Un governo forte, che è riuscito ad avere con i terribili sindacalisti della CGT (Federazione degli Cheminots) un dialogo determinato e chiaro, riconoscendone il “senso di responsabilità”, che si inquadra in un progetto nuovo per la Francia, dove è previsto che tutte le categorie dovranno pagare qualcosa, affinché si possa portare avanti la ricostruzione di cui il paese necessita.
Le prossime questioni da affrontare riguardano il rafforzamento del potere d’acquisto dei salari, la riduzione della disoccupazione e la conseguente crescita della nazione. Sarkozy, dovrà continuare a parlare il linguaggio della chiarezza e della corresponsabilità, perché è in questo senso di responsabilità di chi governa che i francesi pongono la loro fiducia rompendo con l’antica attitudine giacobina, affidandosi sempre più a propri governanti.
E’ il tempo delle verifiche, bisogna andare fino in fondo, solo così sapremo se questa ventata di fresca energia si risolverà nelle cose già viste, come accade spesso in Italia, o sarà il presupposto di fatti nuovi ed esaltanti come sperano e già credono molti francesi.
V.B.
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