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Berlusconi e Veltroni: due facce della stessa moneta

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Quando nacque, l’Editoriale era una forma di comunicazione selezionata, quasi un canale privilegiato attraverso il quale il direttore di un giornale (in lingua inglese editor) si rivolgeva ai suoi lettori esprimendo una sua personale opinione su un argomento di attualità in generale o di approfondimento su un articolo pubblicato nello stesso periodico, delineando percorsi di ulteriore ricerca sociale.

In questo primo numero della storia spero lunga di questo periodico, proverò ad analizzare i perché di una scelta fatta e le motivazioni che mi hanno condotto ad accettare questa sfida, provando a raccontare con verità le cose di tutti i giorni.

Ho voglia di parlare di Veltroni, l’onnipresente, il nuovo Silvio, il retro della moneta coniata dall’uomo risata, oggi  in televisione non si vede che lui.

Eppure, come diceva l’antico salmista,  i fiumi corrono sempre verso il mare ed il mare non si empie mai, cosi come intorno la corruzione e la occupazione del potere da parte dei soliti noti continua con le stesse modalità di un tempo e gli italiani non si empiono mai, solo i politici si animano,  sembra quasi che tutti  imitino il Cavaliere, ne vogliono assumere la cadenza, lo stile, persino le movenze ed i sorrisi.

Mentre, intorno c’è un popolo stanco di partiti e di politici, che Beppe Grillo manda tutti affanculo riscuotendo simpatie e adesioni bulgare.

Ma nonostante ciò, intorno  continua a non succedere niente!

Che sia tutto un modo più elegante per continuare a prendere per il solito posto gli italiani?

Poi qualche ministro ignoto parla di nucleare di quarta generazione, che nessuno sa cosa è, ma ha un bel suono, e sembra una soluzione fino a quando qualcuno capirà che ciò produce scorie e queste  non si possono nascondere nelle tasche dei parlamentari italiani che per quanto elastiche e capienti non riuscirebbero a  contenerle.

Viviamo giorni particolari, intorno aumenta il disagio, la gente è sempre più arrabbiata, i gloriosi operai delle fabbriche  italiane non comprendono la modernità e i suoi simboli, non capiscono la “flessibilità” che diventa sempre più “ precariato” ed instabilità, mentre criminali rumeni  brandiscono spugne che celano pietre e le usano contro inermi e spesso malandati  cittadini italiani.

Intanto  Veltroni continua a sorridere e a stringere mani, il Cavaliere fonda nuovi partiti e intorno sempre più gente compra spugne, hanno  imparato sulla propria pelle come si usano.

E’ notorio che gli italiani hanno sempre avuto molta pazienza, di recente hanno resistito ad una  dittatura più di un ventennio, è gente paziente che ogni  tanto si rompe  e la storia ci ricorda di cosa sono capaci.

Mi  chiedo perché questa casta che ci opprime non ascolta le voci ancora educate e sommesse di milioni di cittadini e torna ai loro paesi di origine a coltivare patate?

  

Il Direttore