Sulle tribune, i tifosi non hanno voluto essere da meno e se le sono date di santa ragione. L'arbitro 42enne Silvia Regina de Oliveira, dopo 24 anni di onorato servizio e ben 600 gare arbitrate, è stata sospesa dalla Federcalcio Brasiliana, mentre il guardalinee è finito all'ospedale, dove si trovano anche una trentina di tifosi. Il Sorocaba ha chiesto l'annullamento e la ripetizione della partita, e la Federazione Brasiliana ha aperto un'inchiesta sugli incidenti, anche se i filmati dell'incontro non lasciano dubbi sull'accaduto...
Certo anche gli uomini non sono da meno, ma quando sbagliano loro a me fanno meno sorridere, sono altri i pensieri che mi tornano nella mente.
Per rientrare in tema, ricordiamo anche gli arbitri donne che hanno lasciato una traccia importante nella storia, penso al Ghana, dove per la prima volta una donna è stata eletta miglior arbitro dell’anno davanti a due uomini. Nel continente africano la presenza di arbitri donne al vertice del sistema calcio non è una novità. Alla fine di aprile, in Sudafrica, Deirdre Mitchell è diventata il primo arbitro “in gonnella” a dirigere una gara di Prima Divisione del campionato nazionale.
Di una cosa sono sicuro, fra 22 uomini che corrono dietro un pallone, la presenza di una donna potrà ingentilire i partecipanti e forse leggeremo “labiali” meno sconvenienti e più vicini alla logica degli scontri dettati dalla lealtà e dal rispetto dell’avversario.
Poi ci sono le donne che giocano al calcio, anche qui qualcuna è stata una vera e proprio stella, penso a Birgit Prinz, sicuramente la più grande attaccante tedesca, che venne contattata da un club italiano, il Perugia, che la voleva ingaggiare in un campionato maschile. Sarebbe stata una rivolta, poi la cosa fallì.
Dietrich, il manager del Frankfurts, disse che l'offerta italiana sottolineava l’eccezionale bravura della Prinz. Comunque, l'idea che la più grande attaccante della Germania potesse giocare tra le fila degli uomini piuttosto che tra le donne era venuta già ad altri. Quando Birgit Prinz aveva 17 anni e divenne per la prima volta campionessa europea, sedeva in tribuna un certo Gerhard Mayer-Vorfelder, oggi presidente del DFB. Dopo la partita disse che la Prinz avrebbe dovuto cambiare sesso, e iniziare subito nel VFB Stuttgart, MVs Heimatclub. Naturalmente non se ne fece niente, la ragazza teneva al suo corpo e al suo essere femmina prima di tutto, tanto che con gli anni anche il suo fisico divenne notevolmente bello e la ragazza si trasformò in una donna affascinante.
La grande forza della Prinz era il suo tradizionale dribbling. Lei raramente affrontava la difesa avversaria con finezze tecniche, la sua grande abilità stava nel superare le avversarie con estrema naturalezza. Per il calcio femminile questo era un fatto sensazionale, ma nel calcio maschile i difensori avversari non sarebbero stati più lenti di lei, e la sua forza sarebbe stata quantomeno dimezzata. Conoscendo il personaggio Luciano Gaucci, verrebbe il sospetto che l'ingaggio della Prinz per il Perugia sia stato uno spot servito per far parlare di sé i giornali italiani.
Anche in Italia, Gaucci aveva fatto un colpo che non si poteva spiegare realmente come sportivo. Nel 1999 aveva ingaggiato Carolina Morace come allenatrice di una squadra professionistica maschile. Il suo club fece parlare tutti i media. La Morace, che come calciatrice aveva avuto un grosso successo, era una allenatrice inesperta, alla mercé di Gaucci che gli voleva imporre le formazioni e le formule di gioco, ma la donna aveva un carattere non facilmente plasmabile tanto che dopo solo due giornate se ne andò. Sportivamente il suo ingaggio non aveva senso se non per la pubblicità che ne derivava.
Se per fatti di fisiologia le donne, almeno per adesso, non possono competere con l’uomo, sicuramente il loro incremento tra le curve o le tribune degli stadi italiani insieme a molti più bambini, trasformerebbe lo spettacolo del calcio in una cosa umanamente accettabile ed il mondo per due ore diventerebbe più normale e meno folle.
Chiudo ricordando a me stesso e poi a tutti gli altri come me, di non aver paura della presenza delle donne, e ricordare quanto diceva il grande filosofo B.Russell:
“La paura è la fonte principale di superstizione e di crudeltà. Vincere la paura è l'inizio della saggezza.”
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