L'Italia, lo scorso 20 Gennaio, su iniziativa del Ministero del Turismo, ha stanziato 5 milioni di euro, sottoforma di buoni vacanze a sostegno delle famiglie economicamente più deboli, da utilizzare nel periodo gennaio-giugno. Tale iniziativa è nota già da qualche tempo, dato che il 25 Novembre scorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo che stabilisce le modalità operative del programma buoni vacanza. Il Ministro del Turismo, Michela Brambilla, ne ha presentato i dettagli sottolineando che i buoni vacanze "danno una concreta attuazione ai principi fondamentali della dichiarazione di Montreal che ha definito il turismo sociale come un creatore della società e un fattore di crescita economica" che contribuisce anche alla valorizzazione culturale dell'uomo. Si tratta di uno strumento concreto per affermare il diritto alle ferie per tutti, diritto sancito anche dalla nostra Costituzione.
Il gestore dei buoni sarà l'associazione no profit BVI (Buoni Vacanza Italia) composta da FITUS (Federazione Italiana Turismo Sociale), Assoturismo, Confiturismo-Confcommercio, Federturismo-Confindustria, la quale ha siglato la convenzione con il Dipartimento del Turismo il 3 Luglio 2009.
I buoni vacanze sono stampati su carta antifalsificazione (filigrana visibile i controluce, microlinee di sicurezza, stampa fluorescente sul retro) sulla quale viene stampato il fondino omologato Buoni Vacanze Italia e il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per evitare truffe. I buoni sono in tagli da 20 e 5 euro.
L' agevolazione statale, erogabile solo una volta per nucleo familiare e fino all' esaurimento dei fondi disponibili, avviene attraverso l'applicazione di uno sconto percentuale (dal 20 al 45%, secondo le fasce di reddito) sull'importo dei buoni richiesti fino ad un massimo legato al numero dei componenti della famiglia. Se, ad esempio, una persona compone il nucleo familiare e ha come reddito lordo compreso tra i 10 e i 15 mila euro annui, può chiedere dei buoni vacanze fino al valore di 500 euro con il 30% di sconto (se richiede 500 euro di buoni, ne pagherà solo 350). Nel caso di una famiglia più numerosa, composta da 4 o più persone, con un reddito da 30 a 35 mila euro, l'entità dello sconto varia: chiedendo dei buoni vacanza per un valore di 1000 euro, il 20% pari a 200 euro, sarà a carico dello Stato mentre il restante 80% (800 euro) a carico della famiglia. I buoni quindi coprono solo una parte della spesa e non possono essere convertiti in denaro liquido. In seguito ai dovuti controlli che la finanza è solita effettuare sul patrimonio dichiarato da ogni nucleo familiare, i buoni saranno oggetto di precedenza delle famiglie meno abbienti?
Il loro utilizzo è vincolato da alcune regole in quanto sono spendibili solo in località italiane, al di fuori del comune di residenza, presso aziende turistiche che hanno sottoscritto un contratto di convenzione e che quindi sono presenti nella Guida Buoni Vacanze Italia online. I buoni possono essere spesi una sola volta, o si può suddividerli in due o più soluzioni, entro e non oltre il 30 Giugno dato che la legge prevede la "destagionalizzazione" degli afflussi turistici per evitare l'affollamento nei mesi di luglio-agosto.
La richiesta di tale agevolazione avviene attraverso una procedura online che prevede la compilazione del modulo anagrafico e dell'autodichiarazione sulle condizioni reddituali per il calcolo della percentuale di contributo pubblico e la richiesta dell'importo dei buoni. A procedura completata verrà rilasciato in automatico dal sistema un codice di prenotazione che dovrà essere presentato entro 10 giorni ad un'agenzia della Banca Intesa-San Paolo. La banca a sua volta ordina i buoni che verranno recapitati al domicilio del beneficiario solo dopo che quest'ultimo abbia versato la differenza del totale della prenotazione.
L'iniziativa prevede anche il rimborso dei buoni vacanze non utilizzati. Bisognerà scrivere alla società Buoni Vacanze Italia entro 30 giorni dalla scadenza del titolo. Il rimborso comprenderà solo la quota direttamente versata dall'utilizzatore (non quindi la quota di contributo pubblico) e prevederà una spesa pari al 4%+IVA del valore dei buoni restituiti, che corrisponde a una cifra non inferiore a 20 euro per singola operazione di rimborso. Le famiglie economicamente disagiate risulteranno unici beneficiari di tale iniziativa? Stanziare 5 milioni di euro nel settore turistico rimane un provvedimento efficace ed essenziale dinnanzi a problematiche della società italiana come i tagli alla sanità e ai fondi della ricerca universitaria?
Linda De Santo
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