Il 28 e il 29 marzo i cittadini campani si recano alle urne per scegliere il nuovo presidente della Regione. Dopo una lunga egemonia di Bassolino a Napoli e successivamente in Campania, le prossime elezioni proclamano il suo successore. L’esponente del Pd fu eletto per la prima volta come sindaco di Napoli nel 1993 e quattro anni dopo fu rieletto con oltre il 70% dei voti. Solo nel 2000 si candidò alla presidenza della Regione Campania e venne eletto per due mandati. Bassolino vanta quasi 17 anni di politica nel territorio tra soddisfazioni e critiche, riguardanti soprattutto l’emergenza rifiuti, che ha causato il rinvio a giudizio per danno erariale nei confronti dello Stato. Nel 2008 è stato disposto un sequestro dei beni immobili di Bassolino ma risulta che non ne possiede alcuno. Nell’ultima intervista al “Foglio” ha rivalutato l’operato di Berlusconi ritenendolo il fondatore del bipolarismo italiano.
C’è poca chiarezza sulle alleanze e sui candidati. L’ago della bilancia sembra essere in mano all’Udc, la sua scelta potrebbe essere determinante ai fini dell’esito della tornata elettorale.
Nel Pdl, su richiesta del candidato governatore Stefano Caldoro, ci potranno essere solo candidati trasparenti dopo il caso Cosentino. Su quattro candidati il centrodestra è ancora indeciso: Tommaso Barbato, coinvolto nell’inchiesta sull’Arpac, Alberico Gambino, sindaco sospeso di Pagani, Roberto Conte, condannato per associazione mafiosa, e Sandra Lonardo, moglie di Mastella. Quest’ultima si candidò alle elezioni regionali del 2005 con la coalizione di centrosinistra e, seguendo l’esempio del marito, non riesce a trovare una posizione stabile in politica. Inoltre il gip di Napoli ha disposto il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe perché accusata di tentata concussione nei confronti del direttore generale dell’ospedale di Caserta. Da registrare la presenza nelle liste del Ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, e di Alessandra Mussolini.
Dall’altro lato, invece, regna la confusione. La candidatura di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, ha sollevato un grosso polverone di enormi dimensioni. Luigi De Magistriis, eurodeputato dell’Idv, insieme a Di Pietro, ha bocciato De Luca quando ha saputo da Amendola, segretario regionale del Pd, che le primarie in Campania non ci saranno perché altri candidati governatori non ce ne sono. Infatti Trombetti e Pasquino, rettori delle Università di Napoli e Salerno, hanno ritirato la propria candidatura anche se molti li avevano appoggiati. Le critiche a De Luca riguardano le accuse che vanno di truffa aggravata al falso per dei lavori urbanistici mai effettuati con un investimento di 110 milioni di euro, e la prospettiva di creare 1500 posti di lavoro. Nelle ultime settimane, però, si è verificato un avvicinamento tra il segretario dell’Idv e il sindaco di Salerno, con quest’ultimo che ha promesso di rinunciare alla carica in caso di condanna definitiva.
Dopo anni di predominio del centrosinistra a Napoli e in Campania, l’elezione a presidente della Provincia di Napoli di Cesaro del Pdl fa credere ad un cambio di rotta anche per quanto riguarda la regione.
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